Luoghi di interesse storico e artistico

Scopri i luoghi di interesse storico e artistico della città, veri e propri tesori che meritano di essere visitati durante il tuo soggiorno clarense!

Ultima modifica 18 marzo 2024

Chiari: una città ricca di cultura, storia e arte.

Scopri i luoghi di interesse storico e artistico della città, veri e propri tesori che meritano di essere visitati durante il tuo soggiorno clarense!

 

15 LUOGHI DI INTERESSE DA VEDERE A CHIARI

1. Il duomo e la torre civica

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Il duomo di Chiari è dedicato ai santi Faustino e Giovita, patroni della città insieme a sant’Agape, cui è intitolata la cripta, e san Bonifacio. Testimone austero e splendido di cinque secoli di storia, al suo interno si conservano opere di altissima qualità a firma di grandi artisti di XVII e XVIII secolo come i fratelli Giovan Battista e Giovan Mauro Della Rovere, noti come “i Fiamminghini”, e Pompeo Batoni. Accanto al duomo, si erge la torre civica, da sempre considerata simbolo della città di Chiari. Dall’alto dei suoi 55 metri, è un vero punto di riferimento, elemento inconfondibile dello skyline del centro urbano (scopri qui).

 

2. Il Museo della Città

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Il Museo della Città ha sede nei locali degli edifici storici che si affacciano su piazza Zanardelli, la grande piazza che rappresenta il cuore urbanistico della città e il luogo dell’identità storica di Chiari. Proprio nell’area oggi occupata dalla piazza sorse, in epoca longobarda, il primo insediamento che con la sua forma circolare ha dato origine alla città. Negli ambienti sotterranei del Museo è visitabile l’Allestimento Archeologico e Multimediale intitolato Chiari da Villaggio a Città. Passato e presente alla luce dell’Archeologia. Nel palazzo dell’ex Municipio è invece ospitato l’Archivio storico comunale, preziosa testimonianza delle funzioni espletate dal Comune dal periodo di dominazione francese e austriaca fino alla nascita del Regno di Italia prima e della Repubblica italiana poi (scopri qui).

 

3. Piazza delle Erbe e il mercato storico

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Piazza delle Erbe, oggi vero e proprio “salotto della città”, riporta alla mente la secolare tradizione del mercato locale che si svolge a Chiari dal 1406. Oggi il mercato di Chiari impegna le piazze e le vie del centro: da via Garibaldi, attraverso piazza Zanardelli e via Villatico, fino a piazza Martiri della Libertà, secondo una disposizione già documentata nel 1800, quasi a fare da cerniera tra l’antico cuore della città e l’attuale sede del Municipio (scopri qui).

 

4. La Fondazione Morcelli Repossi

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La Fondazione Biblioteca Morcelli-Pinacoteca Repossi è il luogo dove i frantumi dell’antichità si offrono alla ricerca e ne stimolano l’avventura attraverso un patrimonio artistico e culturale che vanta libri antichi, documenti, dipinti, sculture, gessi e stampe. Istituita nel 1966, la Fondazione conserva nella sua denominazione il ricordo dei fondatori della biblioteca e della pinacoteca: Stefano Antonio Morcelli gesuita, archeologo e celebre epigrafista, prevosto di Chiari, e Pietro Bartolomeo Repossi, magistrato e avvocato, raffinato collezionista di opere d’arte (scopri qui).

 

5. La chiesa di santa Maria Maggiore e il complesso delle Discipline

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La chiesa di santa Maria Maggiore si affaccia su via De Gasperi, antico corso principale del borgo di Chiari sul quale transitò Napoleone nel 1807. Legata a doppio filo con le vicende della Scuola del Santo Rosario, la chiesa di santa Maria Maggiore conserva opere di numerosi e valenti artisti come il ciclo dei quindici Misteri del Rosario commissionati per l’altare maggiore ai fratelli Giovan Battista e Giovan Mauro della Rovere, detti “i Fiamminghini” (scopri qui).

 

6. L'ospedale vecchio e la biblioteca comunale

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La biblioteca comunale intitolata a Fausto Sabeo, umanista e poeta clarense chiamato da papa Leone X a dirigere la Biblioteca Vaticana, dal 1999 ha sede negli antichi locali dell’ospedale vecchio. Da sempre impegnata nella promozione della lettura attraverso una ricca offerta culturale, Chiari si è più volte meritata il titolo di “Città che legge”. Nel 2020, per decreto del Consiglio dei Ministri, è stata scelta quale Prima Capitale Italiana del Libro (scopri qui).

 

7. Le rogge e l'industria serica

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Il territorio di Chiari si caratterizza per una straordinaria abbondanza di acqua, che bagna le campagne e attraversa il centro della città scorrendo attraverso un fitto reticolo di canali artificiali alimentati da antiche rogge, dette anche seriole. Vasi irrigui che solcano la pianura clarense fin dall’epoca medievale, garantendo la fertilità dei terreni. La forza motrice dell’acqua, portata dalle seriole nel cuore della città, fu energia indispensabile per azionare mulini, segherie, magli e filande che a partire dal Seicento si attivarono all’esterno del centro urbano (scopri qui).

 

8. Il Carmagnola e gli Statuta Ordinationes Clararum

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Via Carmagnola è dedicata alla memoria di Francesco da Bussone detto il Carmagnola che fu conte di Chiari dal 1429 al 1432. Sotto il governo del conte, nel 1429 si compilarono gli Statuta et Ordinationes Clararum. Di questa prima raccolta scritta di leggi municipali si conserva presso la Biblioteca Morcelliana di Chiari un manoscritto apografo del 1560, quando il notaio Lodovico Zola si propose di copiare l’originale perché deteriorato e ammuffito (scopri qui).

 

9. Il Municipio di Chiari

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Nel 1986 il Municipio di Chiari trovò nuova sede in piazza Martiri della Libertà. La casa comunale andò ad occupare l’ottocentesca caserma Eugenio di Savoia, poi chiamata Tagliamento, che dal 1947 al 1967 era già stata adibita a campo di raccolta di ebrei, profughi istriani e dalmati. Nel cuore dell’edificio, in quella che un tempo era la sala giunta, campeggia il grandioso affresco rifinito a stucco lucido intitolato Le stagioni della chiaritudine e realizzato dal pittore Giovanni Repossi (scopri qui).

 

10. Un museo a cielo aperto

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Nel centro storico di Chiari, passeggiando tra le vie e le piazze del borgo di origine medievale, è possibile sperimentare un vero e proprio viaggio nell’arte contemporanea, un percorso godibile en plein air scandito da una serie di opere di riconosciuto pregio artistico, selezionate da commissioni di caratura nazionale. Le sculture e i monumenti di questo insolito itinerario si inseriscono nella scena urbana, valorizzando gli spazi pubblici e creando i presupposti per un originale dialogo tra artista e fruitore (scopri qui).

 

11. La città murata e la rocca

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Piazza Martiri della Libertà è da sempre chiamata dai Clarensi con il nome di piazza della Rocca o, più semplicemente, piazza Rocca a ricordo del fortilizio militare costruito quale perno difensivo della città di epoca viscontea. Le fonti documentali provano infatti l’esistenza di un castrum novum già alla fine del XIV secolo. Chiari, allora sotto il controllo dei Visconti di Milano, aveva acquisito i tratti di una vera e propria città murata, protetta da un’imponente cerchia di mura in cui si aprivano cinque porte con ponti levatoi (scopri qui).

 

12. La chiesa di san Rocco e le Quadre

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La chiesa di san Rocco, costruita nel XV secolo, presenta una struttura davvero particolare che ricorda esempi veneziani, qui declinati con un linguaggio più lombardo. Insieme alla chiesa dei santi Filippo e Giacomo, della Santissima Trinità, di san Sebastiano e della Beata Vergine di Caravaggio presso il cimitero, la chiesa di san Rocco fu espressione autentica del sentimento religioso che ha animato la città fin dal medioevo. Queste chiese suburbane, edificate al di fuori della città murata di epoca viscontea, appartenevano rispettivamente alle Quadre di Cortezzano, Marengo, Zeveto e Villatico, nomi che ancora oggi identificano le quattro vie principali del centro storico (scopri qui).

 

13. La ferrovia e le ville liberty

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Attivata nel 1878, la linea ferroviaria andò presto a condizionare lo sviluppo residenziale locale introducendo l’elemento rettilineo nell’impianto urbanistico circolare di Chiari. Dai primi anni del Novecento, proprio nello spazio compreso tra la ferrovia e l’attuale viale Mazzini, iniziarono a sorgere ville e palazzi liberty di gusto eclettico e di straordinaria eleganza, Se villa Mazzotti Biancinelli è l’esempio più celebre di queste dimore, non certo di minore interesse sono le ville Abeni, Amalio, Corridori, Bocchi, Maffoni, Giordano e Olmo (scopri qui).

 

14. Villa Mazzotti Biancinelli

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Villa Mazzotti Biancinelli, immersa nel suo grande parco di circa dieci ettari, fu costruita per volere del conte Lodovico Mazzotti Biancinelli tra il 1911 e il 1916 su progetto degli architetti Antonio Vandone di Cortemiglia e Alessandro Citterio. L’edificio, a pianta quadrata, si sviluppa attorno ad un peristilio centrale che delimita un ampio salone coperto da un grandioso lucernario con vetrata liberty. Al piano terra, tutt’attorno al colonnato, si aprono stanze di cui ancora oggi si possono apprezzare le sfarzose decorazioni originarie. Di proprietà comunale dal 1981, la villa è oggi luogo di svago per i cittadini e cornice perfetta di eventi, spettacoli e festival di richiamo nazionale (scopri qui).

 

15. La battaglia di Chiari e la santella dei Casotti

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A Chiari via della Battaglia ricorda la sanguinosa battaglia campale che, proprio in questo luogo, vide fronteggiarsi le armate delle maggiori potenze europee nella guerra per la successione alla corona di Spagna. La battaglia di Chiari del 1 settembre 1701 è anche conosciuta come battaglia dei Casotti, nome che rimanda ai ricoveri approntati in questa area durante la peste del 1478 e rimasti in uso per secoli. In questo luogo gli scampati alla peste costruirono una santella dedicandola a Maria Salus Infirmorum, detta popolarmente “Madonna dei Casotti” (scopri qui).

 


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